C'è un pensiero che mi assilla, da quando questa triste storia, all'inizio bellamente ignorata dai giornali (a parte Radio Radicale e il Manifesto: solo dopo una settimana dall'accaduto il fatto è approdato sulle pagine dei quotidiani più titolati), è cominciata. Se Stefano Cucchi non avesse avuto alle spalle una famiglia determinata a conoscere la verità, culturalmente attrezzata e in grado di reagire efficacemente al sopruso e all'ingiustizia ... se Stefano Cucchi fosse stato un ignoto disgraziato, un clandestino, un figlio di nessuno, uno senza casa e senza affetti, ne avremmo mai saputo nulla? Quanti "Stefano Cucchi" ci sono nelle carceri italiane?
Finalmente. Cominciavo a pensare di essermi ormai trasformata in una persona cinica e superficiale. Non riesco proprio ad esaltarmi e a commuovermi, dal punto di vista letterario, per l'opera di Saviano e della Merini, due autori che, per motivi diversi, sembrano rappresentare oggi due vere e proprie icone popolari. Poi, per quanto riguarda l'aspetto umano, la valutazione degli aspetti biografici, la storia individuale dei due autori, sono disposta a comprendere l'aura che li circonda e gli entusiasmi che hanno saputo suscitare: ma sono questioni che esulano dalla considerazione della qualità della loro scrittura. In definitiva, quando per passione, per diletto o per mestiere leggo un libro, cerco qualcosa che né l'uno né l'altra sembrano in grado di darmi. Ma affermare a voce troppo alta un'opinione di questo genere è rischioso: puoi ritrovarti travolta dall'indignazione generale. Come minimo ti accusano di essere o invidiosa o dura di cuore.
Stamani, una mia alunna di prima, una ragazzina svaglia e per niente demotivata, dopo essersi beccata un triste quattro al primo compitino di storia, mi fa: "Prof, posso essere interrogata la prossima volta? Sa, sono piuttosto preoccupata ... perché io non ho metodo, non mi riesce memorizzare ... è sempre stato il mio problema". Naturalmente l'ho rassicurata. Ci mancherebbe che un quattro in questa fase dell'anno scolastico dovesse condizionare il rendimento futuro. Pensa di non avere metodo? Glielo insegneremo. Il quattro è servito giusto a segnalare un problema: un problema di metodo, appunto.
D'altra parte, al Tg5 delle 20 mi sono ritrovata ad ascoltare un po' basita la singolare intervista a Maurizio Bizzarri (nella foto), sindaco Pd di Scarlino (bersaniano), ben determinato ad appioppare una salata multa di cinquecento euro a chiunque si azzardi a togliere il crocefisso dalle aule delle scuole nel territori del suo Comune. Ricapitolando: mia madre mi accusa di essermi trasformata in una comunista mangiabambini; dall'altra parte, un compagno del PD usa argomentazioni che farebbero invidia al cardinal Bertone; gli amici non sanno se felicitarsi o compiangermi per la mia imprevista "carriera" (chiamiamola così) politica. C'è di che essere perplessi.
Quando frequentavo l'Università avevo un'amica, si chiamava Lorella, ed era un'amica vera, una di quelle che non ti dimentichi anche se non ne sai più nulla da decenni. Passavamo le notti a chiacchierare alla luce fioca della lampada da tavolo, fumando una sigaretta dopo l'altra, e confessandoci le nostre paranoie, le prevedibili crisi esistenziale di studentesse fuori sede, perennemente nevrotizzate da amori che non funzionavano, famiglie che non capivano e troppe pagine astruse da studiare per l' ennesimo esame che ci aspettava di lì a qualche settimana.
Ovvero: Catepol, la nostra eroina.
Caro Massimo Mantellini, io una risposta alla tua laconica dichiarazione di "non voto" alle primarie del 25 ottobre tento di dartela qui. Lo snobismo può persino essere più pericoloso dell'incultura dominante. Starsene a casa, sollevando il ciglio con aria scettica, affermando beffardi "Io i due euro non glieli do", non serve. Non serve più. Per quanto mi riguarda, lunedì mattina voglio svegliarmi con la convinzione di aver fatto il possibile per contribuire all'uscita dall'impasse. Se poi non sarà servito a niente, pazienza. Almeno non avrò rimpianti, e se mi lamenterò, potrò sempre farlo con la consapevolezza che non mi sono limitata al solo mugugno. Dopo, qualunque cosa accada, potrò persino permettermi di essere più incazzata di chi, come te, sarà rimasto alla finestra a guardare come andava.
Reduce dalla visione di Videocracy - Basta Apparire, dirò subito che il film documentario di Eric Gandini non mi è piaciuto. Alla fine uno esce dal cinema quasi quasi convinto che a modo suo Fabrizio Corona, moderno Robin Hood che ruba ai ricchi per riempire le tasche di ... se stesso (parole sue), sia una specie di genio, l'incarnazione perfetta di quello che una buona parte degli Italiani vorrebbe essere. Il racconto di Gandini è una narrazione, ma non una vera decostruzione e, in certo modo, non critica ma finisce per mitizzare quella stessa spazzatura che descrive. E' una specie di blob teratologico, un'opera parassitaria che si nutre di quello che vorrebbe denunciare. E alla fine gli fa un piacere (qualcuno se n'è accorto, pare).
E bravo Eugenio. Nel suo editoriale di oggi, dedicato alla primarie del PD, riesce a non nominare nemmeno per sbaglio Ignazio Marino. Ho letto un paio di volte l'articolo: niente, manco una citazione, a parte un sottinteso velatamente polemico laddove si dice: "Come se non bastasse, lo statuto ha anche stabilito che le primarie eleggeranno il segretario soltanto se uno dei tre candidati in lizza otterrà il 50 più uno dei voti espressi. Qualora ciò non avvenisse avrà luogo una terza fase dinanzi all'Assemblea nazionale eletta anch'essa il 25 ottobre. In questa terza fase i candidati rimasti in lizza saranno i primi due votati alle primarie. Il terzo sarà escluso dalla gara ma in realtà sarà il più forte dei tre perché i suoi rappresentanti nell'Assemblea, appoggiando uno dei due candidati in lizza, lo porteranno alla vittoria, naturalmente ponendo le loro condizioni di programma e di potere.
Sto ascoltando una delle più belle canzoni del Boss, "New York City Serenade". Diciamo che ne ho bisogno. Forse anche qualcun altro ne ha bisogno: ve la regalo, via YouTube, così potrete godere dell'ascolto mentre leggete il post.
Ma nulla è più piacevole che star saldo sulle serene regioni
elevate, ben fortificate dalla dottrina dei sapienti,
donde tu possa volgere lo sguardo laggiù, verso gli altri,
e vederli errare qua e là e cercare, andando alla ventura,
la via della vita, gareggiare d'ingegno, rivaleggiare di nobiltà,
adoprarsi notte e giorno con soverchiante fatica
per assurgere a somma ricchezza e impadronirsi del potere.
Di piccoli e grandi opportunismi, strategie, tatticismi, ne ho visti non pochi in queste settimane. Ho usato questi versi come puntello spirituale, mi si perdoni la solennità della formula, assieme al richiamo costante al mio lavoro, la cosa più importante che ho (a parte la famiglia), il che mi ha permesso di non perdere il sorriso e, soprattutto, Deo gratias, di non prendermi troppo sul serio.
Contaminazioni
è il blog
di
Lorenza Boninu